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14 Maggio 2026
Articolo di Redazione

Due nuovi studi confermano l’efficacia della PrEP long acting nella prevenzione dell’HIV

 

Con cabotegravir iniettabile, somministrazione ogni due mesi, più aderenza alla profilassi e riduzione del rischio di infezione da HIV

PrEP long acting efficacia comprovata da due studi

Si amplia anche in Italia il ventaglio delle strategie disponibili per la prevenzione dell’infezione da HIV con l’arrivo del cabotegravir a lunga durata d’azione (long acting), indicato per la profilassi pre-esposizione (PrEP) nelle persone HIV-negative a maggior rischio di acquisizione del virus per via sessuale.

La nuova formulazione iniettabile viene somministrata ogni due mesi, per un totale di sei somministrazioni all’anno, e va ad affiancare la PrEP orale già disponibile. Il trattamento è indicato negli adulti e negli adolescenti con peso corporeo di almeno 35 chilogrammi e deve essere utilizzato insieme alle pratiche di sesso sicuro.

La disponibilità del farmaco si basa sui risultati di due grandi studi registrativi internazionali, HPTN 083 e HPTN 084, che hanno confrontato il cabotegravir long acting con la PrEP orale basata su tenofovir disoproxil fumarato ed emtricitabina.

Nel primo studio, condotto su uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e donne transgender, la formulazione iniettabile ha mostrato una riduzione del rischio di infezione da HIV del 69% rispetto alla profilassi orale. Nel secondo studio, che ha coinvolto donne cisgender a maggior rischio di infezione, la riduzione osservata è arrivata al 90%.

Gli studi hanno inoltre evidenziato un profilo di tollerabilità considerato gestibile, nella PrEP iniettabile per via intramuscolare, con effetti indesiderati prevalentemente legati al sito di iniezione, come dolore, fastidio o arrossamento temporaneo.

L’introduzione della formulazione long acting è stata accompagnata anche da esperienze pilota maturate in alcuni centri italiani impegnati nella prevenzione dell’HIV, tra cui l’IRCCS Ospedale San Raffaele e l’Ospedale Sacco di Milano, oltre all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS di Roma.

Secondo i dati condivisi dai centri coinvolti, la PrEP iniettabile avrebbe mostrato una buona accettabilità soprattutto nelle persone che incontrano difficoltà nell’assunzione quotidiana della terapia orale, per ragioni pratiche, organizzative o legate alla percezione dello stigma.

L’arrivo del cabotegravir long acting non sostituisce la PrEP orale, che continua a essere una strategia efficace e ampiamente utilizzata, ma amplia le possibilità di scelta e personalizzazione della prevenzione dell’HIV.

E’ bene ricordare che, come la PrEP orale, così anche la PrEP iniettabile protegge dall’HIV, ma non dalle altre Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST). Per questo resta fondamentale inserirla in un percorso di salute sessuale che comprenda controlli periodici, test HIV, screening per le IST e attività di counseling.

Più opzioni di prevenzione significano percorsi più personalizzati, capaci di adattarsi meglio ai bisogni sanitari e relazionali delle singole persone. Una direzione coerente con gli obiettivi europei al 2030, che puntano a ridurre le nuove infezioni da HIV rafforzando prevenzione, test, accesso ai servizi e contrasto allo stigma.

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Ultima modifica: 14 Maggio 2026