Regione Emilia-Romagna
mpox vaiolo scimmie cos'è e come si trasmette

MPOX

 
 

Che cos’è

Mpox (precedentemente noto come “vaiolo delle scimmie”) è una malattia infettiva causata da un virus appartenente alla famiglia degli Orthopoxvirus, simile a quello del vaiolo umano, ma generalmente meno grave e meno diffusivo. Può colpire persone di qualsiasi genere ed età e si manifesta con sintomi generali associati a lesioni cutanee caratteristiche.

Esistono due principali varianti del virus (clade). Il clade II, responsabile dei focolai osservati in Italia e in altri Paesi non endemici, è associato nella maggior parte dei casi a forme cliniche meno gravi. Il clade I, attualmente diffuso in alcune aree dell’Africa, come la Repubblica Democratica del Congo, presenta una maggiore capacità di diffusione e un rischio più elevato di complicanze.

Diffusione

Mpox è una malattia zoonotica, inizialmente trasmessa dagli animali selvatici (in particolare roditori e primati) all’uomo, ma oggi la trasmissione interumana rappresenta la modalità più rilevante.

Il primo caso italiano è stato confermato nel maggio 2022. Successivamente il Ministero della Salute ha attivato un sistema di sorveglianza nazionale in collaborazione con Regioni e Province autonome.

Dopo la dichiarazione di emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unione Africana nel 2024, l’OMS ha dichiarato conclusa l’emergenza sanitaria internazionale nel settembre 2025. Anche l’Agenzia sanitaria dell’Unione Africana ha comunicato la fine dell’emergenza, in seguito a un marcato calo dei contagi.

Nonostante la conclusione formale dell’emergenza, il virus Mpox continua a circolare. L’OMS raccomanda di mantenere attive le misure di sorveglianza, poiché nel solo mese di novembre 2025 sono stati registrati oltre 2.000 nuovi casi in numerosi Paesi, con una mortalità complessiva stimata intorno allo 0,2%.

Sintomi

I sintomi di Mpox compaiono generalmente da 5 a 21 giorni dopo l’esposizione al virus (in media 6–13 giorni) e la malattia ha una durata complessiva di 2–4 settimane.

I sintomi iniziali più comuni sono:

  • Febbre
  • Mal di testa intenso
  • Dolori muscolari e mal di schiena
  • Stanchezza marcata (astenia)
  • Linfonodi ingrossati, soprattutto al collo e all’inguine

Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e si risolve spontaneamente. Tuttavia, bambini, donne in gravidanza e persone immunodepresse possono sviluppare forme più severe, che richiedono un attento monitoraggio clinico.

Segni visibili

Le manifestazioni cutanee sono uno dei segni più caratteristici di Mpox. Le lesioni compaiono solitamente entro pochi giorni dall’esordio febbrile e seguono una progressione tipica: macchie, papule, vescicole piene di liquido, pustole e infine croste che si seccano e cadono. Le lesioni possono localizzarsi su:

  • Viso
  • Mani e piedi, comprese palme e piante
  • Bocca e occhi
  • Area anogenitale

Le lesioni possono essere dolorose o pruriginose, ma non sempre. La fase in cui sono presenti vescicole e croste è quella a maggiore contagiosità.

Come si trasmette

Il virus Mpox si trasmette principalmente attraverso:

  1. Contatto diretto con lesioni cutanee o mucose di una persona infetta, incluse quelle genitali e orali
  2. Contatto con fluidi corporei come pus, sangue o saliva
  3. Rapporti sessuali e contatti intimi ravvicinati
  4. Goccioline respiratorie (droplet) in caso di contatto faccia a faccia prolungato
  5. Oggetti contaminati, come indumenti, asciugamani, lenzuola o stoviglie

La trasmissione può avvenire anche in assenza di penetrazione, durante contatti intimi o sessuali con semplice contatto pelle a pelle.

Cosa fare in caso di sintomi

In presenza di sintomi compatibili con Mpox, come febbre, eruzioni cutanee o linfonodi ingrossati, è importante:

  • Contattare il medico di medicina generale, un centro di malattie infettive o un ambulatorio per le infezioni sessualmente trasmissibili
  • Evitare contatti fisici stretti con altre persone e animali domestici
  • Rimanere in isolamento fino alla completa guarigione delle lesioni

L’isolamento deve essere mantenuto fino alla caduta di tutte le croste e alla scomparsa dei sintomi. La terapia è generalmente di supporto, basata su riposo e farmaci sintomatici; in casi selezionati possono essere utilizzati antivirali specifici.

Vaccinazione

In Emilia-Romagna il vaccino contro Mpox è disponibile gratuitamente per le persone considerate a maggior rischio di esposizione, tra cui:

  • Persone gay, bisessuali, transgender e uomini che fanno sesso con uomini, in presenza di specifici fattori di rischio
  • Persone che vivono con HIV
  • Operatori di laboratorio con esposizione professionale a orthopoxvirus

Il vaccino viene somministrato in due dosi a distanza di 4 settimane. Chi è stato vaccinato contro il vaiolo in passato necessita di una sola dose.

Si tratta di un vaccino a virus vivo attenuato non replicante, considerato sicuro e ben tollerato. Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e locali.

È possibile prenotare la vaccinazione tramite CUP, Fascicolo Sanitario Elettronico o presso i centri PrEP e IST territoriali. Informazioni aggiornate sono disponibili in questo articolo su La prevenzione vaccinale delle malattie a trasmissione sessuale.

Riferimenti

WHO / IUSTI – Guidance on Mpox and sexually associated transmission, disponibili su https://iusti.org/treatment-guidelines/

Ultima modifica: 18 Febbraio 2026