Regione Emilia-Romagna
epatiti a b c

Epatite virale A, B, C

 
 

Cos’è, come si trasmette, come si previene

Le epatiti virali sono infezioni che colpiscono il fegato e sono causate da diversi virus. Le più comuni sono l’epatite A (HAV), B (HBV) e C (HCV). Pur interessando lo stesso organo, queste infezioni differiscono per modalità di trasmissione, decorso clinico, possibilità di prevenzione e trattamento. Alcune possono guarire spontaneamente, altre diventare croniche e causare gravi complicanze nel tempo.

Epatite A

È causata dal virus HAV. Si contrae principalmente per via oro-fecale, cioè ingerendo cibo o acqua contaminati o portando alla bocca mani o oggetti contaminati. Può anche trasmettersi durante i rapporti oro-anali, in particolare in assenza di adeguate misure igieniche o di protezione.

La malattia si presenta sempre in forma acuta e non cronicizza. Guarisce spontaneamente nella maggior parte dei casi, anche se i sintomi possono essere intensi e prolungati negli adulti. Chi la contrae, una volta guarito, sviluppa immunità permanente.

Prevenzione: esiste un vaccino sicuro ed efficace. È raccomandato a chi viaggia in aree dove l’epatite A è ancora diffusa, a chi ha comportamenti sessuali a rischio, agli uomini che fanno sesso con uomini, e a chi lavora in ambienti con possibile esposizione a materiale fecale.

Epatite B

È causata dal virus HBV. Si trasmette tramite sangue, rapporti sessuali non protetti e da madre a figlio durante il parto. È un virus altamente contagioso: il rischio di trasmissione attraverso un rapporto sessuale non protetto è 50–100 volte superiore rispetto all’HIV.

L’infezione può essere acuta e risolversi spontaneamente oppure diventare cronica, soprattutto se contratta in età precoce. La forma cronica può evolvere lentamente nel corso degli anni verso cirrosi epatica o carcinoma epatocellulare.

Prevenzione: è disponibile un vaccino sicuro, efficace e gratuito, obbligatorio in Italia per i nuovi nati. È fortemente raccomandato anche per adulti non vaccinati a rischio, come partner di persone con epatite B, operatori sanitari, persone che usano droghe o che hanno più partner sessuali. L’uso corretto del preservativo riduce significativamente il rischio di trasmissione.

Epatite C

È causata dal virus HCV. Si trasmette principalmente attraverso il contatto con sangue infetto, ad esempio tramite scambio di siringhe, procedure sanitarie o estetiche non sicure (tatuaggi o piercing), o strumenti contaminati. La trasmissione sessuale è meno frequente, ma possibile, soprattutto in presenza di lesioni delle mucose o di rapporti traumatici.

L’infezione è spesso asintomatica nelle fasi iniziali. In molti casi diventa cronica e può danneggiare progressivamente il fegato nel corso degli anni, fino a causare cirrosi o tumore epatico.

Prevenzione: non esiste un vaccino contro l’epatite C. Sono però disponibili terapie antivirali ad azione diretta, altamente efficaci e ben tollerate, che permettono di eliminare il virus in oltre il 95% dei casi. La diagnosi precoce è fondamentale e si basa su un semplice esame del sangue.

Sintomi

Nella fase acuta, i sintomi possono essere simili per tutte le epatiti virali:

  • Febbre
  • Nausea
  • Stanchezza marcata
  • Dolori muscolari e articolari
  • Ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi)
  • Urine scure e feci chiare

Tuttavia, molte persone non presentano sintomi o li attribuiscono ad altre cause e scoprono l’infezione solo attraverso esami del sangue di controllo.

Per saperne di più

Per chiarire dubbi o chiedere informazioni in forma anonima, è possibile consultare la sezione “Chiedi all’Esperto” di helpaids.it.

Per test, vaccinazioni e controlli gratuiti è possibile rivolgersi agli ambulatori per HIV e IST delle Aziende USL dell’Emilia-Romagna. Ulteriori info sulle vaccinazioni riguardanti Epatiti A e B in questo articolo su La prevenzione vaccinale delle malattie a trasmissione sessuale.

 

Riferimenti

IUSTI / ECDC – European guidelines on viral hepatitis in the context of sexually transmitted infections, disponibili su https://iusti.org/treatment-guidelines/

Ultima modifica: 2 Marzo 2026