Gonorrea: sintomi, contagio e perché si parla sempre più di “super gonorrea”
I casi sono in aumento in Europa e cresce l’attenzione verso i ceppi resistenti agli antibiotici. Ecco cosa c’è da sapere su una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse e come prevenirla.

L’aumento delle diagnosi registrato negli ultimi anni ha riportato la gonorrea al centro dell’attenzione degli esperti di salute pubblica. Secondo i dati più recenti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), nel 2024 sono stati notificati oltre 106 mila casi nei Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, il numero più alto mai registrato dal sistema di sorveglianza europeo.
Accanto alla crescita delle diagnosi, un altro tema suscita particolare interesse: la comparsa di ceppi del batterio sempre più resistenti agli antibiotici, fenomeno spesso indicato dai media con il termine “super gonorrea“.
Ma di cosa si tratta davvero? E quanto bisogna preoccuparsi? Abbiamo fatto il punto con il Dott. Giovanni Dolci, dirigente medico dell’AUSL di Reggio Emilia e specialista in Malattie Infettive.
Che cos’è la gonorrea?
La gonorrea è un’infezione sessualmente trasmessa causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae. È una delle IST batteriche più diffuse al mondo e, dopo la clamidia, rappresenta una delle infezioni sessualmente trasmesse diagnosticate con maggiore frequenza.
L’infezione può interessare diverse parti del corpo:
- uretra;
- collo dell’utero;
- retto;
- gola;
- più raramente gli occhi.
Proprio la localizzazione nella gola o nel retto rende la gonorrea particolarmente insidiosa, perché spesso non provoca alcun disturbo.
Come si trasmette?
La gonorrea si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti:
- vaginali;
- anali;
- orali.
La trasmissione può avvenire anche quando il partner non presenta sintomi evidenti.
Durante il parto, inoltre, una madre con gonorrea può trasmettere l’infezione al neonato, motivo per cui la diagnosi e il trattamento in gravidanza sono particolarmente importanti.
Quali sono i sintomi?
Molte persone non sviluppano alcun sintomo.
Quando invece l’infezione si manifesta, può provocare:
- bruciore durante la minzione;
- secrezioni dal pene o dalla vagina;
- dolore pelvico;
- sanguinamenti vaginali anomali;
- dolore o secrezioni a livello anale;
- mal di gola persistente quando interessa la faringe.
L’assenza di sintomi, però, non significa che l’infezione sia innocua: una persona può trasmetterla inconsapevolmente ai propri partner.
«La manifestazione più classica della gonorrea è la presenza di una secrezione biancastra dal pene, motivo per cui questa malattia veniva anche chiamata scolo», puntualizza il Dott. Dolci. «Ma è importante pensare a questa infezione anche in caso di altri sintomi, come il fastidio vaginale, anale o pelvico, o come mal di gola di lunga durata».
Cosa succede se non viene curata?
Se diagnosticata precocemente, la gonorrea è nella maggior parte dei casi curabile.
Se invece viene trascurata può provocare complicanze anche importanti.
Nelle donne può causare malattia infiammatoria pelvica, aumentando il rischio di infertilità e gravidanza extrauterina. Negli uomini può determinare infiammazione dell’epididimo (piccolo dotto a forma di tubo situato sopra e dietro ciascun testicolo) e, nei casi più gravi, compromettere la fertilità.
Più raramente il batterio può diffondersi nel sangue e interessare articolazioni, pelle e altri organi.
Perché si parla di “super gonorrea”?
Negli ultimi anni è aumentata l’attenzione verso alcuni ceppi di Neisseria gonorrhoeae che hanno sviluppato resistenza a diversi antibiotici.
Per questo motivo i media parlano spesso di “super gonorrea”.
È però importante evitare allarmismi.
Come ricordano gli esperti, la grande maggioranza delle infezioni continua a essere curabile con gli antibiotici raccomandati dalle linee guida internazionali. Tuttavia il fenomeno della resistenza antimicrobica rappresenta una sfida concreta per la salute pubblica e viene monitorato costantemente.
Negli ultimi decenni il batterio è infatti diventato progressivamente resistente a numerosi antibiotici utilizzati in passato. Oggi il trattamento di riferimento si basa sul ceftriaxone, alcuni recenti studi hanno dimostrato l’efficacia di nuovi antibiotici e sono in corso studi per sviluppare vaccini specifici contro la gonorrea.
Come si fa la diagnosi?
La diagnosi si basa su esami di laboratorio.
A seconda della sede dell’infezione possono essere eseguiti:
- un campione di urine;
- un tampone uretrale o vaginale;
- un tampone faringeo;
- un tampone rettale.
È importante che il medico scelga il test più appropriato in base alle pratiche sessuali riferite dalla persona e ai sintomi, perché un’infezione della gola o del retto potrebbe non essere individuata con un semplice esame delle urine.
Come si previene?
La prevenzione della gonorrea passa attraverso alcune semplici abitudini:
- utilizzare correttamente il preservativo nei rapporti vaginali, anali e orali con partner nuovi o occasionali;
- sottoporsi ai test dopo un’esposizione a rischio o prima di avere rapporti non protetti con nuovi partner;
- informare i partner sessuali in caso di diagnosi, così da interrompere la catena di trasmissione;
- evitare il fai-da-te con gli antibiotici, che favorisce lo sviluppo di resistenze antibiotiche.
È importante ricordare anche che la PrEP protegge dall’HIV, ma non dalla gonorrea né dalle altre infezioni sessualmente trasmesse. Per questo motivo il preservativo continua a rappresentare uno degli strumenti di prevenzione più efficaci.
«Usare il preservativo nei rapporti con partner occasionali ed effettuare test per le infezioni sessualmente trasmesse più comuni prima di avere rapporti non protetti con nuovi partner rimangono fra le misure migliori per evitare queste infezioni e vivere più serenamente la sessualità», conclude il Dott. Dolci.
Quando è opportuno fare un test?
Poiché molte infezioni decorrono senza sintomi, aspettare la comparsa di disturbi non è sempre la scelta migliore.
È consigliabile valutare uno screening dopo un rapporto sessuale non protetto con un nuovo partner, in presenza di sintomi sospetti oppure quando si hanno partner multipli.
In Emilia-Romagna è possibile rivolgersi ai Centri Test & Counselling e agli ambulatori PrEP, dove è possibile effettuare percorsi di screening dedicati non solo all’HIV ma anche alle principali infezioni sessualmente trasmesse. Nella sezione “Dove“ di HelpAIDS è disponibile la mappa completa dei servizi presenti sul territorio regionale.


