3 falsi miti su HIV e IST che ostacolano la prevenzione
Dal più classico “Preferisco non sapere” alla fiducia acritica nel partner, 3 credenze da sfatare per favorire consapevolezza e prevenzione

Meglio non fare il test per evitare l’ansia?
Se mi fido del/della mio/mia partner sono al sicuro da HIV e infezioni a trasmissione sessuale?
Se parlo della mia positività all’HIV rischio l’isolamento?
Interrogativi come questi continuano ad accompagnare il dibattito su HIV/AIDS e infezioni sessualmente trasmesse (IST). Non si tratta solo di dubbi individuali, ma di convinzioni ancora diffuse che possono influenzare in modo concreto le scelte di prevenzione, l’accesso ai test di controllo e la gestione delle relazioni.
Secondo il Notiziario 2025 del Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità (Volume 38, n.11), nel 2024 il 59,9% delle nuove diagnosi di HIV in Italia è avvenuto in fase tardiva, quando l’infezione è presente da tempo e il sistema immunitario è già compromesso. In oltre il 40% dei casi la compromissione era avanzata e nel 25,3% delle nuove diagnosi l’infezione è stata rilevata contemporaneamente a una diagnosi di AIDS.
Si tratta di dati che non indicano una carenza di strumenti sanitari — considerato che il 99,2% delle persone viene presa in carico entro tre mesi dalla diagnosi, e che il tempo mediano di accesso ai servizi è di pochi giorni — ma piuttosto un ritardo nell’effettuare il test. Un ritardo spesso legato al timore dell’esito, alla sottovalutazione del rischio o alla convinzione di non essere esposti al contagio.
A queste credenze è dedicata la dodicesima puntata di “Senza Ricetta – Salute e star bene in Emilia-Romagna”, il format video promosso dall’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Piano regionale della prevenzione, con l’obiettivo di rafforzare informazione, consapevolezza e comportamenti di salute attraverso il contributo di professionisti del Servizio sanitario regionale.
Nel video, Rossella Benedicenti, Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa del Servizio Sanitario Regionale, affronta tre falsi miti ancora ricorrenti:
Il primo falso mito riguarda l’idea che sia “meglio non sapere” (il proprio stato sierologico): dopo un rapporto a rischio, la paura dell’esito può spingere a rimandare controlli e test. Tuttavia, evitare non elimina il rischio né tutela la salute. Al contrario, può fagocitare stress e tensione, con ricadute sul benessere psicologico e relazionale. «Test e controlli non devono spaventare, ma liberare», sottolinea Benedicenti: «affrontare la realtà è un atto di cura verso sé stessi e verso gli altri».
Il secondo falso mito è legato alla paura del giudizio. Del tipo: “Chi dovesse scoprire che vivo con Hiv (o altre IST), mi eviterebbe”. Il timore di essere allontanati socialmente può portare a vivere in segreto il proprio stato di salute, alimentando vergogna e senso di colpa. «Parlare nei tempi e nei modi adeguati, può invece rappresentare un passo importante per costruire relazioni più autentiche e consapevoli», raccomanda la Psicologa.
Il terzo falso mito riguarda infine la convinzione che la semplice fiducia nel partner renda superflua ogni forma di prevenzione. «La fiducia è sì un elemento fondamentale di ogni relazione affettiva, ma non sostituisce l’adozione di comportamenti consapevoli», raccomanda Benedicenti. Molte infezioni sessualmente trasmesse possono non presentare sintomi evidenti: per questo è importante confrontarsi apertamente, decidere insieme quali precauzioni adottare e quando effettuare test di screening.
In Emilia-Romagna è attiva una Rete regionale dedicata alla prevenzione, diagnosi e presa in carico delle infezioni sessualmente trasmesse, con ambulatori presenti su tutto il territorio. L’accesso ai servizi avviene senza necessità di ricetta medica, in forma riservata o anonima.
«La prevenzione è il modo migliore per prenderti cura di te e di chi ti circonda. Fai il test e usa la testa», ricorda Benedicenti nel video. Una corretta informazione, l’accesso ai test e l’adozione di comportamenti appropriati restano strumenti fondamentali di tutela della salute individuale e collettiva.
La puntata è disponibile sul portale Salute della Regione Emilia-Romagna, su LepidaTV e sui canali social regionali. Tutte le puntate del format video “Senza Ricetta” sono disponibili a questo link.


