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Servizio Sanitario Regione Emilia Romagna

Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST)

 

Quando si parla di infezioni che si trasmettono attraverso i rapporti sessuali, si pensa all'AIDS e al virus HIV. I rapporti sessuali non protetti (siano essi eterosessuali o omosessuali, vaginali, orali o anali) possono favorire la diffusione anche di altre infezioni di diversa gravità, alcune delle quali sono causa di complicanze serie all'apparato genitale, a quello urinario e al sistema immunitario. Spesso sono condizioni che non manifestano sintomi nelle fasi iniziali (infezioni asintomatiche) e, proprio per questo motivo, la persona che ha contratto l'infezione potrebbe trasmetterla, inconsapevolmente, ad altre persone. Sono definite Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) in quanto sono provocate da batteri, virus o parassiti trasmessi durante i rapporti sessuali, in particolare per contatto diretto tra liquidi organici infetti (sperma, secrezioni vaginali, sangue da piccole lesioni) e le mucose genitali, anali o della bocca al quale fa seguito la moltiplicazione del microrganismo sulle mucose o la penetrazione nel corpo umano. Il Rapporto IST 2020 dell'Istituto Superiore di Sanità evidenzia il forte aumento delle IST negli ultimi 27 anni.

 

L'opuscolo informativo sulle IST della Regione Emilia-Romagna

 
IST Mi informo mi proteggo mi controllo

Le Infezioni a Trasmissione Sessuale: Mi informo, mi proteggo, mi controllo

 
 

La Rete IST in Emilia-Romagna

Per Rete IST si intende l'insieme di Servizi/Ambulatori specialistici che si occupano di IST nell'ambito territoriale di competenza di ciascuna Azienda USL. La rete comprende le strutture delle Aziende Ospedaliere Universitarie, ove presenti. In Emilia-Romagna si stanno sviluppando o (e saranno presto formalizzate. Dove? Si veda la mappa presente sul sito) Reti IST a:

  • Piacenza
  • Parma
  • Reggio Emilia
  • Modena
  • Bologna (comprende l'Azienda USL di Imola)
  • Ferrara
  • Ravenna
  • Forlì-Cesena e Rimini

Ogni Rete si articola in più Nodi, rappresentati dai singoli ambulatori specialistici che ne fanno parte e che condividono protocolli e modalità di presa in carico  dei pazienti. Partecipano dunque infettivologi, ginecologi, proctologi, urologi, andrologi, microbiologi, virologi, igienisti, psicologi e altri operatori della sanità.

Tali professionisti, una volta formalizzati nella Rete e grazie proprio alla adesione ad un protocollo organizzativo dedicato, potranno prescrivere specifiche prestazioni applicando il codice P96, in regime di esenzione e dunque gratuitamente. Dal test hiv ai controlli per sifilide, Epatite C, Chlamydia, sono numerosi gli accertamenti che saranno prescrivibili per i pazienti con IST sospetta o accertata, che possono anche richiedere l'anonimato.

La presa in carico di questi pazienti da parte della Rete garantirà dunque l'inserimento in percorsi "a 360 gradi", assicurati da una equipe multidisciplinare che offriranno attività di counselling, valutazione clinica, accertamenti diagnostici e accesso a terapie adeguate. Diverrà infatti possibile e garantita, in caso di conferma di IST, l'erogazione tempestiva o la prescrizione tempestiva del trattamento specifico, con attivazione del contact tracing e del contact notification. Altra nota importante: attraverso la Rete IST sarà possibile la prescrizione della Profilassi pre-esposizione (PrEP).

Per garantire equità, uniformità di applicazione e organizzazione sul territorio regionale è inoltre istituito un Gruppo di Coordinamento Regionale IST.

Ultima Modifica: 24.09.2020 - 16:21