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Servizio Sanitario Regione Emilia Romagna
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ISS: aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2018

I dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2018 sono pubblicati sul Notiziario Istisan volume 32 - n. 10 ottobre 2019 redatto con il contributo di alcuni componenti del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute e i referenti della Direzione Generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della salute.

Il Sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV e il Registro Nazionale Aids costituiscono due basi di dati dinamiche, permanentemente aggiornate dall’afflusso continuo delle segnalazioni inviate dalle regioni e dai centri segnalatori al Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Il COA pubblica annualmente un fascicolo del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato all’aggiornamento di questi due flussi di sorveglianza (sorveglianza HIV e AIDS). La completezza dei dati dei due flussi è strettamente legata al ritardo di notifica, cioè al tempo che intercorre tra la diagnosi e l’arrivo delle schede/file dai centri clinici/regioni al COA.

Nel 2018,
sono state segnalate 2.847 nuove diagnosi di infezione da HIV (questo numero potrebbe aumentare nei prossimi anni a
causa del ritardo di notifica) pari a un’incidenza di 4,7 nuovi casi di infezione da HIV ogni 100.000 residenti. L’Italia, in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV, si colloca lievemente al di sotto della media dei Paesi dell’Unione Europea (5,1
casi per 100.000 residenti).
L’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è diminuita lievemente tra il 2012 e il 2015,
mostrando un andamento pressoché stabile dal 2015 al 2017, mentre nel 2018 è stata osservata un’evidente diminuzione
dei casi in tutte le regioni
.


Nel 2018, tra le regioni con un numero superiore a un milione e mezzo di abitanti, le incidenze più alte sono state registrate
in Lazio, Toscana e Liguria
.
Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2018 erano maschi nell’85,6% dei casi.
L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 38 anni per le femmine.
L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di
25-29 anni
(11,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25-29 anni) e 30-39 (10,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età
30-39 anni); in queste fasce di età l’incidenza nei maschi è almeno 3 volte superiore a quelle delle femmine.


Nel 2018, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che
costituivano l’80,2% di tutte le segnalazioni
(eterosessuali 41,2%; maschi che fanno sesso con maschi - MSM 39,0%). I casi
attribuibili a trasmissione eterosessuale erano costituiti per il 56,1% da maschi e per il 43,9% da femmine. Nel 2018, il 29,7%
delle persone con una nuova diagnosi di HIV era di nazionalità straniera. Tra gli stranieri, il 53,5% di casi era costituito da
eterosessuali (eterosessuali femmine 32,5%; eterosessuali maschi 21,0%). Nel 2018, il 37,8% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 57,1% con un
numero inferiore a 350 cell/μL. Si è osservato nel tempo un leggero aumento di queste proporzioni.

Nel 2018, un terzo
delle persone con nuova diagnosi HIV ha eseguito il test HIV per sospetta patologia HIV correlata o presenza di sintomi
HIV (32,6%). Altri principali motivi di esecuzione del test sono stati quelli legati a comportamento a rischio (14,4%), accertamenti per altra patologia (11,3%), iniziative di screening/campagne informative (9,8%), rapporti sessuali non protetti
(9,7%), diagnosi o sospetta infezione sessualmente trasmessa (4,0%).


Dall’inizio dell’epidemia
(1982) a oggi sono stati segnalati 70.567 casi di AIDS, di cui 45.347 deceduti entro il 2016.
Nel 2018 sono stati diagnosticati
661 nuovi casi di AIDS
pari a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS è in lieve costante
diminuzione. È diminuita nel tempo la proporzione di persone che alla diagnosi di AIDS presentava un’infezione fungina,
mentre è aumentata la quota di persone con un’infezione virale o un tumore.

Nel 2018, quasi il 75% delle persone diagnosticate con AIDS non aveva ricevuto un trattamento antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS.

Nel tempo è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi
di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi di
AIDS, passando dal 48,2% nel 2000 al 74,6% nel 2018.


Fonte notizia Ministero della salute. Foto Ministero della salute.









 
Ultima Modifica: 29.11.2019 - 12:24