Secondo i dati pubblicati nell'aggiornamento del dicembre 2008 del rapporto UNAIDS, si stima che in tutto il mondo le persone viventi infettate dall'HIV siano 33,4 milioni (31,1-35,8 milioni), di cui la metà sono donne e più di 2,1 milioni sono bambini. Dal 2000 l'incremento della prevalenza di HIV è stato del 20%.
Nell'anno 2008 i nuovi casi riconosciuti di infezione da HIV sono stati 2,7 milioni (di cui 430.000 bambini), i decessi per AIDS circa 2 milioni, di cui 280.000 bambini.
Sebbene l'accesso alle cure sanitarie abbia registrato un progresso, in molti Paesi a reddito medio-basso la prevenzione, l'assistenza sanitaria e farmacologica sono ancora nettamente insufficienti. Si stima che solo 4 milioni di persone viventi in paesi a basso-medio reddito hanno ricevuto una terapia antiretrovirale.
La stabilizzazione dell'epidemia che si è avuta in alcuni paesi non deve dare luogo a falsi ottimismi, l'obiettivo primario era e rimane l'accesso universale alla prevenzione, alla cura e all'assistenza di tutte le persone. Vi è una grande necessità di azioni immediate e urgenza di aumenti dei finanziamenti.
Africa subsahariana e Asia orientale
Nel 2008 la regione subsahariana, con oltre 22 milioni di persone che vivono con HIV, è in assoluto la più colpita dal virus: appartengono a questa regione circa il 67% di tutte le persone affette da Hiv e il 75% dei morti nel mondo per Aids. Si stima che nel 2008, vi si siano state infettate 1,9 milioni di persone. In Asia orientale, secondo le stime, sono 5 milioni le persone affette da Hiv e i livelli di infezione più elevati si registrano nel Sud-est asiatico.
Medio Oriente e Nord Africa
Purtroppo non sono disponibili molte informazioni per queste regioni OMS. Nel 2008 la prevalenza delle persone con HIV nota era stimata in 310.000 (35.000 nuovi casi).
Sud e Sud-Est asiatico
Nel complesso a fine 2008 vivevano in queste regioni 3,8 milioni di persone con HIV con 280.000 nuovi casi. I decessi sono stati invece 270.000.
Europa occidentale e centrale
In queste regioni, la prevalenza HIV è pari a 850.000; i nuovi casi diagnosticati nel 2008 sono stati 30.000 e i decessi 13.000. Complessivamente in Europa occidentale si registra un aumento costante delle nuove diagnosi di Hiv.
Europa orientale e Asia centrale
Il numero stimato di persone che nel 2008 vivevano con l'Hiv è stimato in circa 1,5 milioni, i nuovi casi 55.000 e i decessi 25.000.
America del Nord
Nel 2008 la prevalenza stimata è di 1,4 milioni di persone viventi con HIV, i nuovi casi 55.000 ed i decessi 25.000. Il numero stimato di persone affette da Hiv continua ad aumentare grazie a un ampio accesso alla terapia antiretrovirale, mentre il numero di nuovi infetti ogni anno è relativamente stabile a differenza di ciò che avviene in Europa occidentale dove le nuove diagnosi di Hiv, complessivamente, sono in aumento.
America Latina e Caraibi
Nel 2008 in America Latina la prevalenza stimata è di circa 2 milioni di persone, si sono registrate 170 mila nuove infezioni da Hiv e 77 mila decessi.
Oceania
Si stima che nel 2008 siano 59 mila le persone che vivono con l'Hiv in Oceania e di queste, 3.900 hanno scoperto di avere l'infezione in quell'anno. I decessi attribuiti all'AIDS sono stati 2.000.
Aids e bambini
I dati del rapporto Unaids 2008 stimano che nel 2008 siano colpiti da HIV 2,1 milioni di bambini di età inferiore a 15 anni, e 430.000 abbiano contratto il virus. Di questi, quasi il 90% vive in Africa sub-sahariana. Secondo il rapporto 2008 dell'Unicef "Bambini e Aids: terzo rapporto di aggiornamento", la diagnosi precoce e le cure tempestive possono migliorare significativamente le aspettative di vita dei neonati esposti al rischio di contagio da Hiv anche nei paesi ad alta endemia. Infatti, ai neonati sieropositivi a cui viene diagnosticato tempestivamente il virus e possono iniziare le cure entro la dodicesima settimana di vita hanno il 75% in più di possibilità di sopravvivenza. Tuttavia, nel 2007, secondo questo rapporto, complessivamente solo il 18% delle donne in gravidanza ha fatto il test HIV, ma se tale valore è del 95% nei paesi dell'Unione Europea, scende al 10% nell'Asia orientale, all'8& nell'Africa occidentale e centrale e all'1% nell'Africa settentrionale.