Le persone sieropositive, che non presentano disturbi o malattie in atto, non è necessario che seguano prescrizioni dietetiche particolari, basta che l'alimentazione sia equilibrata nella quantità e nella qualità degli alimenti, e bilanciata nell'apporto di carboidrati, proteine, grassi, minerali, vitamine e fibre.
Se si ha un sistema immunitario già compromesso CD4 (minori di 200), per prevenire infezioni opportunistiche è consigliabile osservare le seguenti regole:
- non bere latte non pastorizzato;
- non mangiare uova crude e alimenti preparati con esse;
- cuocere bene la carne;
- lavarsi le mani prima di manipolare il cibo;
- lavare accuratamente le verdure crude.
Se però durante una fase più avanzata della malattia, si accusano sintomi come difficoltà a deglutire o diarrea , è consigliabile concordare con il proprio medico i particolari accorgimenti dietetici da seguire.
Se si presenta un quadro di dimagrimento progressivo, potrebbero essere d'aiuto un apporto calorico-proteico maggiore o un supporto nutrizionale, oppure può essere opportuno effettuare terapie farmacologiche. In ogni modo, è bene parlarne sempre con il proprio medico prima di intraprendere qualsiasi dieta o per personalizzare il tipo di intervento.
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Perché le vitamine e i minerali sono importanti?
Vitamine e minerali sono detti micronutrienti. Il nostro corpo ha bisogno di essi, in piccole quantità, per sostenere le reazioni chimiche di cui le nostre cellule necessitano per vivere. Molti micronutrienti influiscono sulla digestione, sul sistema nervoso e su altre funzioni del corpo.
I micronutrienti si trovano in molti cibi. Le persone in salute sono capaci di ricavare vitamine e minerali dal cibo ingerito. Le persone HIV positive o con altre malattie hanno bisogno di maggiori apporti di vitamine e di minerali per aiutare la riparazione delle cellule. Inoltre, diversi medicinali possono portare a carenza di alcuni di questi fattori.
Cosa sono gli antiossidanti?
Alcune molecole all'interno del corpo vengono chiamate ossidanti o radicali liberi. Esse reagiscono molto velocemente con altre molecole e possono danneggiare le cellule. Alti livelli di radicali liberi possano causare danni associati ad invecchiamento.
I radicali liberi sono prodotti normalmente durante il metabolismo cellulare. Gli antiossidanti sono molecole che possono impedire ai radicali liberi di reagire con altre molecole, limitando i danni che possono derivare da queste interazioni. Molti nutrienti sono antiossidanti, questi sono importanti per le persone con HIV, perché l'infezione porta a livelli più alti di radicali liberi, i quali possono incrementare la replicazione di HIV.
Livelli più alti di antiossidanti, quindi, possono rallentare la replicazione del virus ed aiutare a riparare i danni provocati.
Qual è la quantità necessaria di vitamine e minerali?
Una dieta equilibrata, ricca di verdura e frutta, garantisce un adeguato introito di micronutrienti ed antiossidanti. Chi non riesce ad introdurre tali nutrienti con la dieta può integrare con complessi multivitaminici disponibili in farmacia in varie formulazioni.
Quali vitamine e micronutrienti sono importanti?
Le persone con HIV possono beneficiare dell'assunzione supplementare di:
- Vitamine del gruppo B: vitamina B1 (tiamina), vitamina B2 (riboflavina), vitamina B6 (piridossina), vitamina B12 (cobalamina).
Deficit di queste vitamine può determinare disturbi al sistema nervoso periferico, in particolare polineuropatie sensitivo-motorie
- Acido folico. Deficit di acido folico porta ad anemia
- Vitamina D e Calcio. Deficit di vitamina D può portare a osteoporosi.
- Vitamina A (carotene), vitamina C e vitamina E sono antiossidanti e proteggono in particolare gli epiteli dall'attacco dei microrganismi (ad esempio proteggono dalle infezioni delle vie respiratorie)
- Magnesio e Zinco sono micromutrienti necessari per il sistema immunitario.
L'attività fisica fa parte di un corretto stile di vita, pertanto, compatibilmente con il proprio stato di salute, è importante praticarla regolarmente, prevenendo così anche eventuali alterazioni morfologiche e metaboliche, che spesso si presentano nella persone con infezione da HIV, specie se in trattamento antiretrovirale.
Essere sieropositivo non esclude la possibilità di tenere in casa animali domestici: essi possono rappresentare una compagnia preziosa e non danno problemi se si adottano certe norme di prudenza.
La toxoplasmosi
La toxoplasmosi è molto diffusa nella popolazione generale ma molto spesso non si esprime con manifestazioni cliniche però, se si ha un abbassamento della funzione del sistema immunitario ci può essere una riattivazione.
La maggior parte dei casi di toxoplasmosi clinicamente rilevanti nelle persone sieropositive sono, infatti, causati da una riattivazione di un'infezione già acquisita precedentemente nel corso della vita.
Detto questo, se si possiede un gatto è consigliabile seguire alcune precauzioni , per prevenire la possibilità dell'acquisizione di questa:
- Non nutrirlo con carne cruda, il gatto infatti, acquisisce la toxoplasmosi ingerendo carni crude o roditori;
- tenere la sua lettiera fuori dalla cucina, rimuovere la sabbia ogni giorno utilizzando sempre guanti di gomma; chiudere accuratamente in un sacco di plastica la sabbia di scarto;
- disinfettare la cassetta almeno una volta al mese.
Queste precauzioni sono soprattutto importanti per la cura dei gattini di pochi mesi in particolare se presentano diarrea.
Se si possiedono uccelli o pesci:
- manipolare sempre le gabbie e gli acquari usando guanti di gomma;
- lavarsi accuratamente le mani dopo ogni procedura di pulizia.
- Particolari precauzioni vanno prese in considerazione per la cura degli anfibi. Le piccole tartarughe d'acqua dolce, in particolare, possono infatti eliminare salmonella con le feci.
Non vi sono ragioni che giustifichino l'abbandono delle proprie attività sociali di tipo lavorativo o extra-lavorativo. Al contrario è importante continuare ad avere relazioni sociali, vivendole con serenità.
Se si è preoccupati per il posto di lavoro, è importante sapere che la legge tutela la persona con infezione da HIV, indipendentemente dallo stato di malattia, sia per ciò che riguarda la riservatezza che per il mantenimento del posto di lavoro. Si può far valere i propri diritti anche chiedendo aiuto ai patronati e alle associazioni del volontariato che possono dare consigli o un supporto legale in questo tipo di problematiche.
L'attività sessuale non protetta è una delle modalità attraverso le quali è possibile contrarre e, quindi trasmettere l'infezione da HIV. Sebbene sia diversa la frequenza con la quale si ha la trasmissione, essa può avvenire sia nel rapporto sessuale tra uomo e uomo, che tra uomo e donna.
Abbiamo già detto che il virus è presente in grande concentrazione nel sangue, nello sperma, nel liquido amniotico, nel latte materno e, in concentrazione più bassa, nelle secrezioni vaginali: per questo si trasmette se tali liquidi biologici entrano nel circolo sanguigno dell'altra persona, attraverso contatti diretti o lesioni delle mucose.
Queste informazioni permettono di individuare alcuni comportamenti che possono trasmettere l'HIV ad altre persone e che quindi si devono affrontare con le dovute precauzioni, altri comportamenti che invece non sono a rischio o sono a basso rischio di trasmissione.
Nei rapporti sessuali penetrativi utilizza sempre il preservativo e nel caso di rapporti anali, anche un lubrificante a base d'acqua.
Nei rapporti orali le indicazioni non sono univoche, in quanto non esistono parametri o statistiche che individuino esattamente il grado di rischio che questa pratica comporta.
La stimolazione orale del pene (fellatio) è considerata a basso rischio se non c'è contatto tra lo sperma e le mucose della bocca. Nel caso in cui ci sia il contatto, il rischio riguarda la persona che pratica la fellatio. L'uso del preservativo esclude il contatto tra lo sperma e le mucose: qualora si decida di non utilizzare il preservativo, bisogna evitare l'eiaculazione in bocca.
La stimolazione orale della vagina (cunnilungus), è un comportamento considerato a basso rischio perché le secrezioni vaginali contengono una ridotta quantità di virus. Il rischio aumenta durante il ciclo mestruale. Anche in questo caso il rischio riguarda la persona che pratica il cunnilingus.
Nei rapporti bocca-vagina, la funzione del preservativo può essere svolta dal dental dum una pellicola in lattice adatta a queste pratiche, in mancanza di questa potete utilizzare una normale pellicola trasparente per alimenti.
Iniettarsi una qualsiasi sostanza con un ago usato da un'altra persona è il modo più diretto per la trasmissione del virus e, per questa ragione, se fai uso di sostanze per via iniettiva non permettere a nessuno di utilizzare la siringa già usata da te e non usare la siringa usata da altri.
Anche lo scambio del rasoio o di altri oggetti taglienti di uso personale può essere causa di infezione: è quindi opportuno non scambiarsi questi oggetti.
È importante sapere che il virus può essere trasmesso dalla madre sieropositiva al feto durante la gravidanza, durante il parto, o attraverso l' allattamento. Tuttavia attualmente la profilassi per la trasmissione maternofetale permette di ridurre notevolmente questo rischio.
La donna HIV positiva deve prestare un'attenzione particolare agli aspetti ginecologici. È importante che si sforzi di avere un buon rapporto di continuità con un ginecologo o una ginecologa con esperienza anche in HIV che le prescriva esami periodici come pap test e/o colposcopia. Le donne HIV positive possono chiedere informazioni anche presso il reparto di malattie infettive dove sono seguite perché spesso esistono dei rapporti di collaborazione strutturati tra questi reparti e i ginecologi e ginecologhe con esperienza in HIV.
Prima di tutto l'abuso di eroina, cocaina, ecstasy,anfetamine ecc... potrebbe peggiorare la condizione immunitaria delle persone sieropositive. L'abuso di alcool può provocare la carenza di elementi nutritivi importanti e potrebbe compromettere il funzionamento del fegato, organo attraverso il quale vengono metabolizzati i farmaci antiretrovirali. E'consigliabile quindi modificare questi comportamenti e se questo è impossibile ridurne l'abuso.
Contattare i servizi sulle tossicodipendenze presenti nella propria città potrebbe aiutare le persone in questa in questa condizione a prendere decisioni importanti rispetto alla propria salute tutto ciò può essere supportato da terapie sostitutive volte ad eliminare l'astinenza da droghe o alcool.
Molti farmaci antiretrovirali hanno delle interazioni importanti con altri farmaci e/o sostanze. In particolar modo gli Inibitori delle Proteasi(IP) e gli Inibitori NON Nucleosidici della Trascrittasi Inversa (NNRTI ) causano interazioni con altre sostanze o farmaci in quanto inibiscono o inducono il sistema enzimatico del citocromo P450 (CYP450). In pratica l'assunzione concomitante di droghe e di IP o NNRTI potrebbe aumentare (aumentando la tossicità e/o l'effetto) o diminuire i livelli plasmatici (diminuendo sia l'efficacia che l'effetto terapeutico) degli uni o degli altri. Queste interazioni possono essere molto pericolose e adirittura fatali.
Per ulteriori informazioni http://www.lila.it/info_aids_schede_indice.htm