La Regione Emilia-Romagna - a partire dal primo programma del 1991 - ha promosso specifici interventi per il controllo epidemiologico dell'AIDS, lo studio dei fattori che ne favoriscono la diffusione, l'attuazione di misure di prevenzione e l'assistenza integrata sociale e sanitaria ai malati fin dai primi stadi della malattia. E' infatti del 1988 la legge regionale (25/88) dell'Emilia-Romagna - anticipatrice della legge 135/90 - che ha dato particolare enfasi ad alcune regole fondamentali di ordine comportamentale ed etico volte a garantire i soggetti infetti dai rischi della discriminazione ed emarginazione individuando i seguenti obiettivi:
A livello regionale sono coinvolti diversi Servizi della Direzione generale sanità e politiche sociali nella gestione integrata delle tematiche connesse: sanità pubblica, presidi ospedalieri, assistenza distrettuale, politica del farmaco, pianificazione e sviluppo dei servizi sociali e socio-sanitari (comprensivi dell'area dipendenze), salute mentale e assistenza sanitaria nella carceri.
Considerato che l'infezione da HIV/AIDS costituisce tuttora un rilevante problema di sanità pubblica con risvolti anche di carattere sociale e psicologico, il Servizio sanità pubblica, oltre a svolgere attività di collegamento tra i diversi Servizi della Direzione generale sanità e politiche sociali coinvolti, coordina:
Tale Commissione, prevista dalla legge regionale n. 25/88 con il compito di supportare le decisioni programmatiche della Regione, è stata attivata fin dall'anno seguente e rinnovata a cadenza biennale. In essa è prevista la partecipazione di un gruppo interdisciplinare di professionisti con competenze diverse e convergenti, integrato negli ultimi anni da un gruppo di esperti, tra i quali rappresentanti del mondo del volontariato;
Inoltre la Regione ha sempre posto particolare attenzione al tema della comunicazione ed educazione: a tal fine ha promosso con la già citata delibera del Consiglio regionale 8 luglio 1998, n. 940 il "Programma regionale delle attività di informazione-educazione per la prevenzione dell'infezione da HIV - triennio 1998/2000", finanziato con la delibera di Giunta regionale n. 2201/99. Queste iniziative si collocavano nell'ambito dei Piani per la Salute ed erano finalizzate a favorire un lavoro integrato sugli stili di vita e in particolare sui comportamenti a rischio di trasmissione sessuale.
Ulteriori finanziamenti regionali per il sostegno a progetti di informazione ed educazione per la prevenzione dell'HIV-AIDS nella popolazione, predisposti dalle Aziende sanitarie con le Conferenze territoriali sanitarie e sociali, sono stati assegnati nel corso del 2005 con la delibera di Giunta Regionale n. 388 e alla fine del 2007 la Regione ha assegnato alle Aziende sanitarie 2.049.869,91 Euro per realizzare corsi formativi e sostenere iniziative e progetti mirati e strutturati di tipo formativo-informativo per la prevenzione dell'AIDS (delibera di Giunta regionale 1933/2007). La stessa delibera ha destinato 500.000,00 Euro agli Spazi giovani e ai consultori per le donne immigrate delle Aziende Usl che, con il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni di volontariato e dei servizi a disposizione per la popolazione immigrata, sono impegnati nel proseguire nell'attività di informazione, educazione e prevenzione dell'infezione da HIV, nonché a sviluppare i servizi di prossimità per raggiungere le persone potenzialmente più a rischio nei luoghi di aggregazione e ritrovo dei giovani.
Informazioni più dettagliate sulla campagna di comunicazione regionale sono disponibili nella sezione dedicata del sito.
La Regione ha poi promosso e finanziato lo "Studio sulle abitudini di diagnosi precoce del tumore della cervice uterina in donne con HIV/AIDS", in collaborazione con il Centro di riferimento oncologico di Aviano, condotto in questa Regione nel corso del 2007 e conclusosi alla fine del 2008, i cui dati sono in corso di elaborazione.
Un ulteriore impulso alla conoscenza dei fattori che favoriscono la diffusione dell'AIDS, al fine di attuare misure di prevenzione, viene offerto dal sistema di sorveglianza regionale delle nuove diagnosi di HIV. La Regione Emilia-Romagna già dal 1985 monitora tramite l'impegno delle Aziende sanitarie modenesi e della provincia tutto il territorio modenese (Osservatorio epidemiologico sull'infezione da HIV); più recentemente anche l'Azienda USL di Rimini ha attivato un proprio osservatorio.
Il sistema, divenuto ora regionale, prevede la registrazione omogenea su tutto il territorio dei nuovi casi che si manifestano dall'inizio del 2009. Inoltre a fine 2009 saranno anche disponibili su scala regionale i dati del triennio precedente 2006-2008.
Il sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi, previsto anche dal Decreto del Ministero della Salute 31 marzo 2008, permetterà di implementare a livello nazionale un sistema di sorveglianza finalizzato a descrivere l'andamento, le dimensioni e le caratteristiche dell'epidemia da HIV in Italia, al fine di ricavare ulteriori e più dettagliati elementi per la programmazione degli interventi di sanità pubblica e per la prevenzione.
Tutte le Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna partecipano al raggiungimento degli obiettivi indicati dalla Regione; per approfondimenti è possibile consultare le sezioni del sito a loro dedicate.