Il pregiudizio legato alla natura dell' HIV ha voluto dire, per tante persone, essere costrette a nascondersi e a subire discriminazioni.
Nel 1990 la Legge 135 ha affermato che:
- lo stato di sieropositività non può essere di per sé motivo di licenziamento
- il test per l'HIV non può essere richiesto per le assunzioni, né svolto all'insaputa dell'interessato.
Una legge che, sostanzialmente, ribadisce il diritto di ogni cittadino a non essere discriminato per motivi di salute e il diritto al lavoro, alla scuola, alla gratuità delle cure.
L'obbligo di prestazioni terapeutiche è previsto per tutte le strutture pubbliche ed il rifiuto o comunque la messa in atto di trattamenti discriminatori possono essere perseguiti per legge.
Anche ai cittadini stranieri non in regola con i permessi di ingresso e di soggiorno sono assicurate, nei presidi pubblici accreditati, le prestazioni ambulatoriali e ospedaliere; l'accesso a tali strutture non comporta alcun tipo di segnalazione all'autorità.
La legge italiana tutela inoltre il diritto alla riservatezza dei dati personali, cioè il diritto di ogni persona a non vedere diffuse informazioni che la riguardano. In particolare, medici e operatori sanitari, notai, avvocati, consulenti tecnici e operatori dei Sert sono tenuti ad osservare il segreto professionale.
Sia lo statuto dei lavoratori che la Legge 135/90 vietano tassativamente al datore di lavoro di compiere direttamente controlli atti ad accertare lo stato di salute del dipendente o della persona presa in considerazione per l'assunzione.
Al pari di qualsiasi lavoratore malato, la persona con AIDS o affetta da altre patologie correlate non può essere licenziata durante la malattia, se non dopo che sia decorso il termine massimo previsto (periodo di comporto), stabilito nel contratto collettivo dei diversi settori.
Nel caso le condizioni di salute non siano buone si può fare richiesta di riconoscimento di invalidità civile o pensionabile INPS. La domanda e la relativa documentazione vanno inoltrati all'Azienda USL di residenza o all'INPS. Per maggiori informazioni sulle procedure, sui possibili vantaggi e svantaggi nell'intraprendere questa strada, è consigliabile rivolgersi ai sevizi sociali, ai patronati sindacali o alle associazioni di volontariato.